V. Cosa sul dire conoscere me stesso? Una volta che mi conosco, cosa arrivo a conoscere esattamente?
M. Tutto ciò che non sei.
V. E non quello che sono?
M. Ciò che sei lo sei già. Quando conosci ciò che non sei, te ne liberi e rimani nel tuo stato naturale. Accade tutto spontaneamente e senza sforzo.
V. E cosa scopro?
M. Scopri che non c'è niente da scoprire. Tu sei ciò che sei, e basta.
V. Ma, in ultima analisi, che cosa sono io?
M. L'ultima negazione di tutto ciò che non sei.
V. Non capisco.
M. E' la tua idea di dover essere qualcuno o qualcosa che ti acceca.
V. Come mi sbarazzo di questa idea?
M. Se hai fiducia in me, credimi quando ti dico che sei la pura consapevolezza che illumina la coscienza e il suo contenuto infinito. Realizza questo e vivi di conseguenza. Se non mi credi, indaga dentro di te e chiediti "Chi sono io?", oppure fissa la mente sull' "io sono", che è puro e semplice essere.
V. Da che dipende la mia fiducia in te?
M. dalla tua capacità di penetrare nel cuore degli altri. Se non riesci a guardare nel mio, guarda nel tuo.
V. Non riesco a fare nè l'una nè l'altra.
M.Purificati vivendo una vita ordinata e utile. Osserva attentamente i tuoi pensieri e sentimenti, le parole e le azioni. Questo chiarirà la tua visione.
V. Devo prima rinunciare a tutto e condurre una vita errante?
M. non puoi rinunciare. Potresti abbandonare casa e mettere nei guai i tuoi famigliari, ma gli attaccamenti sono nella mente e non ti lasceranno finchè non conoscerai la tua mente in ogni dettaglio. Prima di tutto conosci te stesso, il resto ne conseguirà.
(Io sono Quello, S.N. Maharaj)
venerdì 4 gennaio 2013
martedì 1 gennaio 2013
Una trasformazione attiva del mondo
Cercheremo allora di scoprire il processo che conduce alla comprensione di
noi stessi e che non è un processo isolante.
noi stessi e che non è un processo isolante.
Non si tratta di ritirarsi dal mondo, perché non si può vivere in isolamento.
Essere vuol dire essere in relazione, e il concetto stesso del vivere in isolamento è impensabile.
E' la mancanza di rapporti giusti che produce conflitti, infelicità, ostilità; per quanto piccolo possa essere il nostro mondo, se riusciamo a trasformare i rapporti all'interno di quel mondo ristretto, il risultato sarà come un'onda che si ripercuote all'infinito verso l'esterno.
Credo sia importante capire questo punto, ossia che il mondo è fatto dei nostri rapporti, per quanto limitati; e se riusciamo a produrre una trasformazione su quel piano, una trasformazione non superficiale, ma radicale, allora avremo dato avvio a una trasformazione attiva del mondo.
(La conoscenza di sé, Krishnamurti)
(La conoscenza di sé, Krishnamurti)
lunedì 31 dicembre 2012
La comprensione di sé non è un risultato
La creatività non è uno stato continuo, ma si rinnova attimo per attimo, è
un movimento in cui non c'è né l'"io", né il "mio", in cui il pensiero non è
concentrato su alcuna particolare esperienza, ambizione, risultato, fine o
motivazione. Soltanto quando il sé si annulla, si realizza la creatività -
quello stato dell'essere che solo rende possibile la realtà, quello stato
che è creatore di tutte le cose. Ma tale stato non può essere concepito o
immaginato, non può essere formulato o copiato, non può essere conseguito
attraverso alcun sistema, alcuna filosofia, alcuna disciplina; al contrario,
si realizza soltanto attraverso la comprensione del processo totale del sé.
La comprensione di sé non è un risultato, un punto di arrivo; è il vedersi
attimo per attimo nello specchio dei rapporti - i propri rapporti con la
proprietà, le cose, le persone, le idee.
(J.Krishnamurti)
un movimento in cui non c'è né l'"io", né il "mio", in cui il pensiero non è
concentrato su alcuna particolare esperienza, ambizione, risultato, fine o
motivazione. Soltanto quando il sé si annulla, si realizza la creatività -
quello stato dell'essere che solo rende possibile la realtà, quello stato
che è creatore di tutte le cose. Ma tale stato non può essere concepito o
immaginato, non può essere formulato o copiato, non può essere conseguito
attraverso alcun sistema, alcuna filosofia, alcuna disciplina; al contrario,
si realizza soltanto attraverso la comprensione del processo totale del sé.
La comprensione di sé non è un risultato, un punto di arrivo; è il vedersi
attimo per attimo nello specchio dei rapporti - i propri rapporti con la
proprietà, le cose, le persone, le idee.
(J.Krishnamurti)
domenica 30 dicembre 2012
Devi andare oltre la rete
M. Quando dico che un fatto è senza cause, intendo senza una causa in particolare. non c'era bisogno di tua madre per farti venire al mondo: saresti potuto nascere da un'altra donna. Ma non saresti potuto nascere senza il sole e la terra. E anche questi non avrebbero potuto causare la tua nascita senza il fattore più importante: il tuo desiderio di nascere. E' il desiderio che ti dà la vita, il nome e la forma.
Il desiderabile è immaginato e voluto, e si manifesta in modo tangibile o concepibile. Così viene creato il mondo in cui viviamo, il nostro mondo personale.Il mondo reale è al di là della comprensione mentale; noi lo vediamo attraverso la rete dei desideri, diviso tra piacere e dolore, giusto e sbagliato, interiore ed esterno. Per vedere l'universo quale è, devi andare oltre la rete. Non è difficile perché la rete è piena di buchi.
V. Che cosa vuoi dire con 'buchi'? E dove li trovo?
M. Osserva la rete e le sue molteplici contraddizioni. Sei tu che fai e disfi ad ogni passo. Vuoi pace, amore e felicità, e ce la metti tutta per creare dolore, odio e guerra. Vuoi la longevità e mangi troppo, vuoi l'amicizia e sfrutti gli altri. Guarda la tua rete e rimuovi le contraddizioni di cui è composta: il solo fatto di osservarle le farà sparire.
(Io sono Quello, Sri N. Maharaj)
(Io sono Quello, Sri N. Maharaj)
sabato 29 dicembre 2012
Consapevolezza
Non esiste vita senza relazione; comprendere questa relazione non significa isolamento. Al contrario richiede pieno riconoscimento e totale consapevolezza del globale processo della relazione.
Come si fa ad essere consapevoli? Come siamo consapevoli di qualcosa? Come sei consapevole della relazione con una persona? Come sei consapevole degli alberi, del richiamo di un uccello? Come fai ad essere consapevole delle tue reazioni quando leggi un giornale? Siamo coscienti delle risposte superficiali della mente quanto delle reazioni profonde?
Come siamo consapevoli di qualcosa? In primo luogo siamo consapevoli (non lo siamo forse?) di una reazione ad uno stimolo, e questo è un fatto evidente; vedo qualcosa di bello e c'è una risposta, quindi una sensazione, contatto identificazione e desiderio. Questo e il processo ordinario, non è vero?
Possiamo osservare quello che accade nel momento senza studiare dei libri per farlo.
Così è attraverso l'identificazione che abbiamo piacere e dolore. La nostra "abilità" consiste in questa preoccupazione di cercare il piacere e di evitare il dolore, non trovate?
Se sei interessato a qualcosa, ti da piacere ne nasce subito una "capacità" immediata, c'è la consapevolezza istantanea di quel fatto, e se si tratta di qualcosa di doloroso quella capacità consiste nel sapere com'evitarlo.
Così sino a che cerchiamo un'"abilità" per comprendere noi stessi siamo destinati a fallire, perché la comprensione di noi stessi non dipende da questa "capacità". Non si tratta di una tecnica che sviluppi, coltivi e accresci con il tempo, attraverso un costante affinamento. Questa coscienza di sé si può ottenere solo nell'atto della relazione; può essere sentita nel modo in cui in cui parliamo e in cui ci comportiamo.
Guardati senza nessuna identificazione, senza alcun confronto, senza alcuna condanna, guarda soltanto e noterai che accade una cosa straordinaria. Non solo poni fine ad un'attività inconscia - la maggior parte delle nostre attività sono inconsce - non solo metti fine a ciò, ma sei anche consapevole delle motivazioni della tua azione, senza indagare e senza scavare.
(J. Krishnamurti)
venerdì 28 dicembre 2012
Noi siamo il mondo
Il mondo è il nostro rapporto con gli altri, non qualcosa di separato da voi e me; il mondo, la società, è il rapporto che stabiliamo o cerchiamo di stabilire fra ciascuno di noi.
Dunque, il problema siamo voi e io, e non il mondo, perché il mondo non è altro che la proiezione di noi stessi e comprendere il mondo vuol dire comprendere noi stessi.
Il mondo non è separato da noi; noi siamo il mondo, e i nostri problemi sono i problemi del mondo.
(La conoscenza di sé, Krishnamurti)
Dunque, il problema siamo voi e io, e non il mondo, perché il mondo non è altro che la proiezione di noi stessi e comprendere il mondo vuol dire comprendere noi stessi.
Il mondo non è separato da noi; noi siamo il mondo, e i nostri problemi sono i problemi del mondo.
(La conoscenza di sé, Krishnamurti)
giovedì 27 dicembre 2012
Ricorda
Ricorda: non puoi abbandonare ciò che non conosci. Per andare oltre te stesso devi conoscerti.
(Io sono Quello, Sri N. Maharaj)
(Io sono Quello, Sri N. Maharaj)
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