venerdì 14 dicembre 2012

Se capite questo, ci sarà più facile parlare.

"Ma per stabilire questo fatto, per comprenderlo, per convincersi della sua verità, bisogna liberarsi da mille illusioni sull'uomo, sul suo potere creativo, sulla sua capacità di organizzare coscientemente la sua propria vita, e così via. Tutto questo in realtà non esiste. Tutto accade— movimenti popolari, guerre, rivoluzioni, cambiamenti di governi,tutto accade. E capita esattamente nello stesso modo in cui tutto accade nella vita dell'uomo preso individualmente. L'uomo nasce, vive, muore,costruisce case, scrive libri, non come lo desidera, ma come capita.Tutto accade. L'uomo non ama, non desidera, non odia — tutto accade."Nessuno vi crederà se gli dite che non può fare nulla. Questa è la cosa più offensiva e spiacevole che si possa dire alla gente. Ed è particolarmente spiacevole e offensiva perché è la verità e nessuno vuol conoscere la verità."
Se capite questo, ci sarà più facile parlare. Ma una cosa è capire con l'intelletto che l'uomo non può far nulla ed un'altra sentirlo vivamente 'con tutta la propria massa'; essere realmente convinti che è così e mai dimenticarlo.

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)

giovedì 13 dicembre 2012

Come ci si può liberare dalle idee false?


"Di nuovo voi parlate di un'altra cosa. Voi parlate degli errori derivanti dalle percezioni, ma non si tratta di questo. Nei limiti di date percezioni si può sbagliare più o meno. Come vi ho già detto, la suprema illusione dell'uomo è la sua convinzione di poter fare.
Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare. Ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa. Questa è la prima cosa che bisogna capire.
Tutto accade.
Tutto ciò che sopravviene nella vita di un uomo, tutto ciò che si fa attraverso di lui, tutto ciò che viene da lui —tutto questo accade.
E questo capita allo stesso modo come la pioggia cade perché la temperatura si è modificata nelle regioni superiori dell'atmosfera, come la neve fonde sotto i raggi del sole,come la polvere si solleva con il vento.

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)

martedì 11 dicembre 2012

Cosa deve fare?

Un'altra conversazione è rimasta nella mia memoria. 
Domandavo a G. che cosa un uomo dovesse fare per assimilare il suo insegnamento.
"Cosa deve fare?esclamò come se la domanda lo sorprendesse.Ma egli è incapace di
 fare qualcosa. Deve prima di tutto comprendere certe cose. Ha migliaia d'idee false e di concezioni false soprattutto su di sé e deve cominciare con il liberarsi perlomeno da alcune di esse, se vuole acquistare qualcosa di nuovo. Altrimenti, il nuovo sarebbe edificato su una base falsa ed il risultato sarebbe ancora peggiore"

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)

lunedì 10 dicembre 2012

Il guaio è che nessuno conosce bene qualcosa.

Dicendo questo, pensavo in modo particolare ai 'Tarocchi' e a tutta la letteratura riguardante i 'Tarocchi'.
"Sì, disse G., attraverso la lettura si può trovare molto. Per esempio, considerate il vostro caso: voi potreste conoscere già molte cose se foste capace di leggere.
Mi spiego: se voi aveste compreso tutto quello che avete letto nella vostra vita, avreste già la conoscenza di ciò che ora cercate. Se aveste capito tutto quanto è scritto nel vostro libro, qual è il suo titolo? — e invece delle parole Tertium Organum' *pronunciò qualcosa di assolutamente impossibile — toccherebbe a me venire da voi, inchinarmi e pregarvi di insegnarmi. 
Ma voi non comprendete né quello che leggete, né quello che scrivete. Non capiteneppure quel che significa la parola comprendere.
La comprensione è tuttavia la cosa essenziale, e la lettura può essere utile solo a condizione che si comprenda ciò che si legge. 
Ma naturalmente nessun libro può dare una preparazione reale. È quindi impossibile dire quali siano i libri migliori. 
Ciò che un uomo conosce bene — e accentuò la parola'bene' — questa può essere la sua preparazione. Se un uomo sa bene come si prepara il caffè, o come si fanno bene le scarpe, allora è già possibile parlare con lui. Il guaio è che nessuno conosce bene qualcosa.
Tutto è conosciuto alla meglio, in modo superficiale".

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)

domenica 9 dicembre 2012

Questo deve essere compreso.

Tutte le persone che voi vedete, che conoscete, che vi può capitare di conoscere, sono macchine, vere e proprie macchine che lavorano soltanto sotto la pressione di influenze esterne, come voi stesso avete detto. Macchine sono nate e macchine moriranno. (...) ma vi è una possibilità di cessare di essere una macchina. E' a questo che noi dobbiamo pensare e non certo ai diversi tipi di macchine esistenti.

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)

sabato 17 novembre 2012

I Budda attualmente esistenti nelle dieci direzioni, cui fanno offerte gli esseri celesti e umani,e che, numerosi come le sabbie del Gange, sono apparsi nel mondo per recare pace e conforto agli esseri viventi, anch'essi espongono la Legge in questo modo. Comprendendo la verità fondamentale dell'estinzione,impiegano il potere degli espedienti e, sebbene indichino vari sentieri differenti, in verità lo fanno solo in nome del veicolo del Budda. Essi conoscono le azioni degli esseri viventi, i pensieri riposti nel profondo della loro mente, le azioni da loro compiute nel passato, i loro desideri, la loro natura, il potere dei loro sforzi, se le loro capacita sono acute o limitate e, impiegando varie cause e condizioni, similitudini, parabole e altre parole e frasi, predicano con gli espedienti appropriati. Anch'io ora faccio così:per portare pace e conforto agli esseri viventi utilizzo varie dottrine differenti per disseminare la via del Budda. Con il potere della mia saggezza percepisco la natura e i desideri degli esseri viventi e, servendomi di espedienti, predico queste dottrine facendo ottenere a tutti gli esseri viventi gioia e felicità.Sappi, Shariputra,che, guardando le cose con l'occhio del Budda,vedo gli esseri viventi nei sei sentieri, poveri e afflitti, sprovvisti di meriti e di saggezza, avviarsi sull'impervio sentiero della nascita e della morte continuando a soffrire senza tregua; li vedo profondamente attaccati ai cinque desideri, come uno yak innamorato della sua coda; tanto abbagliati dall'avidità e dall'infatuazione, che come ciechi non riescono a vedere nulla. Non ricercano il Budda con la sua grande potenza né la Legge che può porre fine alle loro sofferenze, ma si addentrano profondamente in concezioni erronee, sperando di parare la sofferenza con sofferenze ancora maggiori. Per il bene di questi esseri viventi faccio scaturire dal mio cuore una grande compassione.

(Sutra del Loto)

sabato 10 novembre 2012

l'energia indispensabile al "ricordo di sé"

Arriviamo alla conclusione che dobbiamo "ricordarci di noi". Ma non possiamo farlo se non abbiamo in noi l'energia indispensabile al "ricordo di sé". Non possiamo studiare, comprendere o sentire qualcosa se non abbiamo l'energia richiesta per questa comprensione, questo sentimento o questo studio.
Cosa deve fare quindi un uomo quando comincia a rendersi conto che non ha abbastanza energia per raggiungere lo scopo che si è fissato?
La risposta a questo interrogativo è che ogni uomo normale ha abbastanza energia per cominciare il lavoro su di sé. E' necessario soltanto che egli impari ad economizzare, in vista di un lavoro utile, l'energia di cui dispone, e che, la maggior parte del tempo dissipa in pura perdita.
L'energia viene soprattutto spesa in emozioni inutili e sgradevoli, nell'ansiosa attesa di cose spiacevoli, possibili e impossibili, consumata dai cattivi umori, dalla fretta inutile, dal nervosismo, dall'irritabilità, dall'immaginazione, dal sognare ad occhi aperti e così via. L'energia viene sprecata da un cattivo lavoro dei centri; dalla tensione inutile dei muscoli, sproporzionata rispetto al lavoro compiuto; dal perpetuo chiacchierare, che assorbe una quantità enorme, dall' "interesse" accordato ininterrottamente alle cose che accadono intorno a noi o alle persone con le quali non abbiamo nulla a che fare e che non meritano nemmno uno sguardo; dallo sciupio senza fine della forza di "attenzione"; e via di seguito.

(Frammenti di un insegnamento sconosciuto, P.D. Ouspensky)