venerdì 10 febbraio 2012

Aspetta con pazienza

Non giudicare ciò che è invisibile per te o non lo vedrai mai, ma aspetta con pazienza la sua venuta.


( Un corso in miracoli)

giovedì 9 febbraio 2012

«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio»

Risi, nervoso. Di solito avrei preso la sua dichiarazione come uno scherzo, ma stavolta, con la mente così limpida e i pensieri così acuti, sentii che parlava proprio seriamente.««Dici sul serio?» gli chiesi, con quanta più gentilezza potei.«Come no!» rispose, cominciando a ridere.



Le sue risa mi fecero rilassare un po', ed egli cominciò a spiegarmi il sistema di classificazione.
Disse che le persone della prima classe sono perfetti segretari, assistenti, colleghi. Hanno personalità molto fluide, ma la loro fluidità non arricchisce. Tuttavia sono servizievoli, interessati, amanti della casa, pieni di risorse entro certi limiti, spiritosi, beneducati, teneri, delicati. In altre parole, la gente migliore che si possa trovare, ma con un enorme difetto: non riescono a funzionare da soli, hanno sempre bisogno di qualcuno che li diriga. Sotto una direzione, per quanto possa essere dura o antagonistica, rendono benissimo. Da soli non ce la fanno.



Le persone della seconda classe non sono affatto simpatiche. Sono meschine, vendicative, invidiose, gelose, egoiste. Parlano solo di sé e di solito chiedono che gli altri si uniformino al proprio livello. Prendono sempre loro l'iniziativa, anche se non si sentono a proprio agio. Sono perennemente impacciati in ogni situazione e non si rilassano mai. Sono insicuri e sempre insoddisfatti, e più si sentono insicuri, più diventano scortesi. Il loro fatale difetto è che ammazzerebbero chiunque per amor del potere.



Nella terza categoria ci sono quelli che non sono simpatici ma nemmeno odiosi. Non sono servi di nessuno ma neanche si impongono a nessuno, sono piuttosto degli indifferenti. Hanno un'alta idea di se stessi derivata solo da sogni a occhi aperti e da pii desideri. Se si distinguono per qualcosa è perché sono sempre in attesa che qualcosa succeda. Attendono di essere scoperti e conquistati e hanno una grande abilità a creare l'illusione di avere in serbo grandi cose, che promettono sempre di offrire: in realtà ciò non avviene perché non ne hanno la capacità.



Don Juan mi precisò che lui, ovviamente apparteneva alla seconda classe. Mi chiese poi di classificarmi e con una certa riluttanza suggerii che potevo essere una combinazione delle tre.



«Non rifilarmi quell'idiozia della combinazione» mi disse, ancora ridendo. «Noi siamo creature semplici, ognuno di noi appartiene a uno solo dei tre tipi. Secondo me, tu appartieni alla seconda classe. I maestri dell'agguato li chiamano peti.»



Presi a protestare che il suo schema di classificazione era avvilente, ma mi fermai proprio mentre stavo per abbandonarmi a una lunga tirata. Invece gli feci notare che, se davvero c'erano solo tre tipi di caratteri, tutti eravamo bloccati a vita in una delle tre categorie, senza speranza di mutamento o riscatto.



Convenne che era proprio così, ma restava una via di recupero. Gli stregoni avevano appreso molto tempo prima che solo il nostro riflesso di sé personale cadeva in una delle categorie.«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio» disse.



(Carlos Castaneda, IL POTERE DEL SILENZIO)

mercoledì 8 febbraio 2012

Action that is always correct

a dear friend.. null

lunedì 6 febbraio 2012

L'arte della guerra (III)

1. Sun Tzu disse:
Nella pratica dell'arte della guerra la cosa migliore è prendere il paese nemico intero ed integro; mandarlo in frantumi e distruggerlo non è così buono.

18, Di qui il detto: se conosci il nemico e te stesso, non hai bisgono di temere il risultato di cento battaglie. Se conosci te stesso, ma non il nemico, per ogni vittoria ottenuta soffrirai anche una sconfitta. Se non conosci te stesso nè il nemico, soccomberai in ogni battaglia.

domenica 5 febbraio 2012

Aquila

Disse che gli antichi veggenti affrontando incalcolabili pericoli avevano visto la forza indescrivibile che sta all'origine di tutti gli essere coscienti. La chiamarono l'Aquila perchè, a una prima occhiata, la videro come qualcosa che rassomigliava ad un'aquila, nera e bianca, di dimensione infinita.
Essi videro che è l'Aquila che concede la consapevolezza. L'Aquila crea esseri coscienti perchè vivano e arricchiscano la consapevolezza data lorO dalla vita. Videro anche che è l'Aquila a divorare la stessa consapevolezza, arricchita dalle esperienze della vita, dopo che gli esseri coscienti l'abbandonano al momento della morte. (...) Videro che la consapevolezza si separa dagli esseri coscienti e si allontana volando al momento della morte. Allora galleggia come un luminoso fiocco di bambagia proprio fin nel becco dell'Aquila, per essere consumato. Per gli antichi veggenti questa era l'evidenza che gli esseri coscienti vivono solo per arricchire la consapevolezza. cioè il cibo dell'Aquila."

(Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)

sabato 4 febbraio 2012

L'arte della guerra (II)

1. Sun Tzu Disse:

In guerra quando ci sono sul campo mille carri veloci e altrettanti carri pesanti e centomila soldati con provvigioni sufficienti per trasportarli a mille li, le spese in patria e al fronte, incluso il loro intrattenimento, le piccole cose come la colla, e i pigmenti per dipingere, e le somme per le spese dei carri e le armature, ammonteranno a mille once d'argento al giorno. Questo è il costo da sostenere per gestire un esercito di centomila uomini.

4. Ora, quando le tue armi saranno spuntate, il tuo ardore caduto, la tua forza esaurita e il tuo tesoro speso, altri comandanti spunteranno per cercare di avvantaggiarsi della situazione. Allora nessun uomo per quanto saggio, sarà capace di evitare l'inevitabile.

6. Non c'è nessun esempio di paese che abbia tratto benefici effetti da una prolungata conduzione delle operazioni militari.

15. Un saggio comandante si premura di trovare rifornimenti sul campo nemico.

19. In guerra, dunque fa sì che il tuo primo obiettivo sia la vittoria, non le lunghe campagne.

giovedì 2 febbraio 2012

L'arte della guerra (I)

1. Sun Tzu disse: 
l'arte della guerra è di vitale importanza per lo stato.


2. E' una questione di vita o di morte, una scelta che può condurre alla salvezza o alla rovina. 
Perciò si tratta di un argomento di indagine che in nessun caso può essere trascurato.

3. L'arte della guerra, poi, si regge su cinque imprenscindibili fattori i quali devono essere tenuti in considerazione nello proprie decisioni quando si cerca di determinare le condizioni prevalenti sul campo.

4. Essi sono: (a) La Legge Morale; (b) Il Cielo; (c) La Terra; (d) Il Comando; (e) Metodo e Disciplina.

10. Questi cinque punti dovrebbero essere familiari a ogni generale: colui che li conosce sarà vittorioso; colui che non li conosce fallirà.

16.Uno dovrebbe modificare i propri piani secondo che le circostanze siano favorevoli o meno.

17, La condotta della guerra si basa sull'inganno.

18.Pertanto, quando siamo in grado di attaccare, dobbiamo sembrare non esserlo; quando muoviamo le nostre truppe, dobbiamo sembrare inattivi; quando siamo vicini, dobbiamo fare in modo che il nemico ci creda molto lontani, e, quando siamo molto lontani, dobbiamo fargli credere che siamo molto vicini.

25. Il generale vincitore, prima che venga combattuta una battaglia, fa molte riflessioni nella sua tenda. Il generale che perde la battaglia non fa che pochi calcoli in anticipo.