sabato 16 giugno 2012


8:1 In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando la buona notizia del regno di Dio.
8:2 Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni;
8:3 Giovanna, moglie di Cuza, l'amministratore di Erode; Susanna e molte altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.

(Vangelo di Luca)

venerdì 15 giugno 2012

RESPINGERE LA VERGOGNA


Favore e sfavore fanno paura,
pregiar la propria persona è gran sventura.
Che significa
favore e sfavore fan paura?
Il favore è un abbassarsi:
nell'ottenerlo s'ha paura,
di perderlo s'ha paura.
Questo significa
favore e sfavore fan paura.
Che significa
pregiar la propria persona è gran sventura?
La ragione per cui ho gran sventura
è che tengo alla mia persona,
se non tenessi alla mia persona
quale sventura avrei?
Per questo
a chi di sé fa pregio a pro del mondo
si può affidare il mondo,
a chi di sé ha cura a pro del mondo
si può confidare il mondo.

(TAO TE CHING)

giovedì 14 giugno 2012

L'arte della guerra (XI)

1. Sun Tzu disse:
L'arte della guerra riconosce nove tipi di terreno:
1) terreno dispersivo

2) terreno facile
3) terreno conteso
4) terreno aperto
5) terreno dove si incrociano grandi vie
6) terreno pericoloso
7) terreno difficile
8) terreno chiuso 
9) terreno disperato


18. Se mi si domandasse come affrontare un grande esercito nemico disposto in file ordinate e sul punto di muovere all'attacco, risponderei: "Comincia col prendere qualcosa a cui il tuo oppositore tiene molto: così egli sarà assogettabile al tuo volere."

19. La rapidità è l'essenza della guerra: trai vantaggio dall'impreparazione del nemico, fatti strada su percorsi inattesi, e attacca le posizioni sguarnite.

23. Metti i tuoi uomini in una posizione dove non c'è via di scampo, per far sì che preferiscano il combattimento alla fuga. Se avranno la morte negli occhi, non ci sarà impresa che non potranno compiere. Ufficiali e soldati saranno il meglio di sè.

32. Il principio sul quale stabilire un'armata è di stabilire un livello di coraggio al quale tutti devono riferirsi.

35. Spetta al generale essere calmo e perciò assicurare il riserbo; integro e giusto e perciò mantenere l'ordine.

37. Modificando le sue disposizioni e cambiando i suoi piani egli tiene il nemico nell'incertezza. Spostando il campo e prendendo strade alternative, egli impedisce al nemico di fare previsioni sui suoi reali propositi.

42. Quando si invade un territorio nemico, la regola generale è che la penetrazione profonda induce coesione; penetrare solo per poco causa dispersione.

51. E' nella natura del soldato opporre un'ostinata resistenza quando è circondato, combattere duramente quando dispera di salvarsi, e anche obbedire prontamente quando si trova in pericolo.

58. Spingi la tua armata nel pericolo mortale e sopravviverà; gettala in situazioni disperate, e ne verrà fuori salva.

67. Osserva le regole fin qui definite e controlla il comportamento del nemico fino a quando non è possibile scatenare una battaglia decisiva.

68. All'inizio esibisci una ritrosia da cameriera fino a quando il nemico non offrirà un'opportunità: dopo sii rapido come una lepre in corsa. Sarà troppo tardi per lui opporsi.

mercoledì 13 giugno 2012

L'UMILTÀ CHE ELEVA


Se ti pieghi ti conservi,
se ti curvi ti raddrizzi,
se t'incavi ti riempi,
se ti logori ti rinnovi,
se miri al poco ottieni
se miri al molto resti deluso.
Per questo il santo preserva l'Uno
e diviene modello al mondo.
Non da sé vede perciò è illuminato,
non da se s'approva perciò splende,
non da sé si gloria perciò ha merito,
non da sé s'esalta perciò a lungo dura.
Proprio perché non contende
nessuno al mondo può muovergli contesa.
Quel che dicevano gli antichi:
se ti pieghi ti conservi,
erano forse parole vuote?
In verità, integri tornavano.

(TAO TE CHING)

lunedì 11 giugno 2012


4:1 Gesù, pieno di Spirito Santo, ritornò dal Giordano, e fu condotto dallo Spirito nel deserto per quaranta giorni, dove era tentato dal diavolo.
4:2 Durante quei giorni non mangiò nulla; e quando furono trascorsi, ebbe fame.
4:3 Il diavolo gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' a questa pietra che diventi pane».
4:4 Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Non di pane soltanto vivrà l'uomo"».
4:5 Il diavolo lo condusse in alto, gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo e gli disse:
4:6 «Ti darò tutta questa potenza e la gloria di questi regni; perché essa mi è stata data, e la do a chi voglio.
4:7 Se dunque tu ti prostri ad adorarmi, sarà tutta tua».
4:8 Gesù gli rispose: «Sta scritto: "Adora il Signore, il tuo Dio, e a lui solo rendi il tuo culto"».
4:9 Allora lo portò a Gerusalemme e lo pose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù di qui;
4:10 perché sta scritto: "Egli ordinerà ai suoi angeli che ti proteggano;
4:11 ed essi ti porteranno sulle mani,perché tu non inciampi con il piede in una pietra"».
4:12 Gesù gli rispose: «È stato detto: "Non tentare il Signore Dio tuo"».
4:13 Allora il diavolo, dopo aver finito ogni tentazione, si allontanò da lui fino a un momento determinato.

(Vangelo di Luca)

domenica 10 giugno 2012

Siamo convinti che in noi esista una dualità

Clara spiegò che siamo convinti che in noi esista una dualità; che la mente sia la nostra parte immateriale e il corpo la parte concreta. Questa divisione tiene la nostra energia in uno stato di caotica separazione e le impedisce di aggregarsi.
“Essere divisi è la nostra condizione umana,” ammise. “Ma la nostra divisione non è fra la mente e il corpo, bensì fra il corpo, che ospita la mente o il sé, e il doppio, che è il ricettacolo della nostra energia fondamentale.”

(Il passaggio degli stregoni, T. Abelar)