giovedì 28 giugno 2012

Come posso liberarmi dalla paura?


Krishnamurti: Che cos’è la paura? La paura esiste solo in rapporto a qualcosa, non esiste di per se stessa. La paura viene in essere in rapporto a un’idea, a una persona, alla perdita dei possessi, e così via. Si può avere paura della morte, che è l’ignoto. C’è paura dell’opinione pubblica, di quello che dicono gli altri, paura di perdere il lavoro, paura di essere rimproverati o sgridati. Ci sono varie forme di paura, profonde e superficiali, ma qualunque paura è in rapporto a qualcosa. 
Quando lei chiede: “Come posso liberarmi dalla paura?”, in realtà intende: “Posso liberarmi da tutti i rapporti?”. Mi capisce? 
Se è il rapporto che provoca paura, chiedere se si può essere liberi dalla paura è come chiedere se si può vivere nell’isolamento. Ovviamente, nessun essere umano può farlo. Non esiste vita in isolamento, si può vivere solo nel rapporto. 
Quindi, per essere liberi dalla paura occorre comprendere il rapporto, il rapporto della mente con le sue stesse idee, con alcuni valori, il rapporto tra marito e moglie, tra l’individuo e i suoi possessi, tra l’individuo e la società. 
Se comprendo il mio rapporto con voi, allora non c’è paura, perché la paura non esiste di per sé, ma si sviluppa nel rapporto. 
Quindi il nostro problema non è come superare la paura, ma scoprire prima di tutto che cos’è adesso il nostro rapporto, e che cos’è il rapporto corretto. 
Non abbiamo bisogno di creare rapporti corretti, perché nella comprensione stessa del rapporto nasce il corretto rapporto.

(Sul rapporto, Krishnamurti)

martedì 26 giugno 2012

Conoscersi per quel che si è

Bisogna conoscersi per quel che si è, non per some si desidera essere:
quest'ultima è un'immagine ideale, e dunque fittizia, irreale; solo ciò che
è può essere trasformato, non ciò che si desidera essere. 


Conoscersi per quel che si è richiede una mente eccezionalmente vigile, perché ciò che è subisce continui mutamenti e per seguirli tempestivamente la mente deve essere svincolata da qualunque dogma o credenza o modello d'azione.


(La conoscenza di sé, Krishnamurti)

lunedì 25 giugno 2012

il veggente


Clara spiegò che la ricapitolazione ci rivela un aspetto cruciale del nostro essere: il fatto che per un istante, prima di immergerci in qualsiasi atto, siamo capaci di valutarne esattamente il risultato, le nostre possibilità, i motivi e le aspettative. Questa conoscenza non è mai conveniente per noi, o soddisfacente, e immediatamente la sopprimiamo. (…) Clara disse che questo momento di conoscenza diretta era chiamato ‘il veggente’ da coloro che per primi formularono la ricapitolazione, perché ci permette di vedere direttamente dentro le cose con occhi non offuscati. Eppure, nonostante la chiarezza e l’accuratezza dei suoi giudizi, non prestiamo mai attenzione al veggente, né gli diamo la possibilità di farsi sentire. Con questa continua repressione, ne soffochiamo la crescita e gli impediamo di sviluppare il suo pieno potenziale.

(Il passaggio degli stregoni, T. Abelar)

domenica 24 giugno 2012

Potere

“Quando ci siamo vuotati a sufficienza del nostro vecchio e ingombrante inventario,” proseguì, “l’energia viene a noi e si raduna spontaneamente; quando se ne aggrega abbastanza, si trasforma in potere. Qualsiasi cosa può annunciarne la presenza: un forte rumore,una voce sottile, un pensiero che non è tuo, un’ondata inattesa di vigore e benessere.”


(Il passaggio degli stregoni, T. Abelar)