Vi prego di avere la pazienza di ascoltare senza farvi trascinare dalle parole o contestare un paio di frasi o di idee.
Occorre avere un'enorme pazienza per scoprire ciò che è vero.
Molti di noi sono impazienti di progredire, di arrivare ad un risultato, di raggiungere uno scopo, un obiettivo, un certo stato di felicità, o di sperimentare qualcosa a cui la mente può afferrarsi.
Io credo invece che occorra pazienza e perseveranza per cercare senza uno scopo.
Molti di noi stanno cercando: per questo siamo qui; ma nella nostra ricerca vogliamo trovare qualcosa, un risultato, uno scopo, uno stato dell'essere in cui poter essere felici, in pace.
E' così la nostra ricerca è determinata in anticipo, non è vero?
Quando cerchiamo, siamo alla ricerca di qualcosa che vogliamo; così la nostra ricerca è già fissata, predeterminata, e quindi non è più una ricerca.
Credo sia molto importante capirlo.
Se la mente cerca uno stato particolare, una soluzione a un problema; se cerca Dio, o la verità, o desidera una certa esperienza, mistica o di qualunque altro tipo, ha già concepito quello che vuole.
E poichè ha già concepito, formulato, quello che sta cercando, la sua ricerca è completamente futile.
Una delle cose più difficili è liberare la mente dal desiderio di ottenere un risultato.
(da "Come siamo", J. Krishamurti)
domenica 23 ottobre 2011
sabato 22 ottobre 2011
Per favore amami!
"Per favore amami!>" (..)
Ecco quello che siamo: scimme con piattini di latta per l'elemosina.
Così prevedibili, così deboli. Masturbatori. Siamo sublimi, ma la scimmia insana non ha energia per vedere. Così il cervello della bestia prevale. Non possiamo afferrare la nostra finestra di opportunità, il nostro "centimetro cubo di chance". Non possiamo, siamo troppo occupati a tenere la mano di mammina. A pensare come siamo meravigliosi e unici e sensibili. Non siamo unici! Le sceneggiature delle nostre vite sono già state scritte, da altri. (..)
Dobbiamo imparare a mollare la presa. collezioniamo ricordi e li incolliamo su degli album, come biglietti per uno spettacolo di Broadway di dieci anni fa. Moriamo attaccati a souvenir. Essere uno stregone è avere energia, curiosità e fegato per lasciare le cose, per fare salti mortali nell'incognito. Tutto ciò di cui si ha bisogno sono delle ridefinizioni, regolare gli strumenti. Dobbiamo vederci come essere che devono morire. Una volta che accettiamo questo fatto, i modi si schiuderanno per noi.
Ma per abbracciare questo concetto devi avere delle "balle d'acciaio".
(da Interviste a Carlos Castaneda, Si vive solo due volte)
Ecco quello che siamo: scimme con piattini di latta per l'elemosina.
Così prevedibili, così deboli. Masturbatori. Siamo sublimi, ma la scimmia insana non ha energia per vedere. Così il cervello della bestia prevale. Non possiamo afferrare la nostra finestra di opportunità, il nostro "centimetro cubo di chance". Non possiamo, siamo troppo occupati a tenere la mano di mammina. A pensare come siamo meravigliosi e unici e sensibili. Non siamo unici! Le sceneggiature delle nostre vite sono già state scritte, da altri. (..)
Dobbiamo imparare a mollare la presa. collezioniamo ricordi e li incolliamo su degli album, come biglietti per uno spettacolo di Broadway di dieci anni fa. Moriamo attaccati a souvenir. Essere uno stregone è avere energia, curiosità e fegato per lasciare le cose, per fare salti mortali nell'incognito. Tutto ciò di cui si ha bisogno sono delle ridefinizioni, regolare gli strumenti. Dobbiamo vederci come essere che devono morire. Una volta che accettiamo questo fatto, i modi si schiuderanno per noi.
Ma per abbracciare questo concetto devi avere delle "balle d'acciaio".
(da Interviste a Carlos Castaneda, Si vive solo due volte)
domenica 9 ottobre 2011
Cosa dice
Nulla di ciò che è reale può essere minacciato.
Nulla di irreale esiste.
In questo si trova la pace di Dio.
Così inizia Un corso in miracoli. Esso fa una distinzione fondamentale fra ciò che è reale e ciò che non lo è: tra la conoscenza e la percezione. La conoscenza è la verità, sotto un'unica legge: la legge dell'amore o di Dio. La verità è inalterabile, eterna e per niente ambigua. Può non essere riconosciuta, ma non può essere modificata. Si applica ad ogni cosa creata da Dio, e solo ciò che Lui ha creato è reale. Va al di là di ogni apprendimento perchè è al di là del tempo e dell'andamento delle cose. Essa non ha opposti, non ha inizio nè fine. Semplicemente è.
Il mondo della percezione, d'altro canto, è il mondo del tempo, del cambiamento, dell'inizio e della fine, è basato sull'interpretazione, non sui fatti; è il mondo della nascita e della morte, basato sul credere nella scarsità, nella perdita, nella separazione e nella morte. La percezione viene imparata, non è donata, è selettiva nella sua enfasi sulla percezione, instabile nel suo funzionamento ed inesatta nelle sue interpretazioni.
(tratto da Un corso in miracoli)
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sabato 8 ottobre 2011
La prima verità
"La prima verità dice che il mondo è come sembra, eppure non lo è -proseguì- Non è così solido e reale come la nostra percezione ci ha portato a credere però non è neanche un miraggio. Il mondo non è un'illusione come è stato detto; è reale da una parte ed irreale dall'altra. Sta molto attento a questo, perchè occorre capirlo e non solo accettarlo. Noi percepiamo sensorialmente. E' un fatto innegabile. Ma quello che percepiamo non è un fatto dello stesso tipo perchè impariamo cosa percepire.
Quello che ci circonda condiziona i nostri sensi. E' questa la parte reale. La parte irreale è ciò che i nostri sensi vedono intorno a noi. Pensa ad una montagna, per esempio. Ha dimensione, colore, forma. Abbiamo persino categorie di montagne che sono certamente precise. Non c'è nulla di male in tutto questo: l'errore sta nel fatto che non abbiamo mai pensato che i nostri sensi hanno un ruolo superficiale. I nostri sensi hanno quelle percezioni perchè una caratteristica specifica della nostra consapevolezza li obbliga."
(da "Il fuoco dal profondo", C. Castaneda)
Quello che ci circonda condiziona i nostri sensi. E' questa la parte reale. La parte irreale è ciò che i nostri sensi vedono intorno a noi. Pensa ad una montagna, per esempio. Ha dimensione, colore, forma. Abbiamo persino categorie di montagne che sono certamente precise. Non c'è nulla di male in tutto questo: l'errore sta nel fatto che non abbiamo mai pensato che i nostri sensi hanno un ruolo superficiale. I nostri sensi hanno quelle percezioni perchè una caratteristica specifica della nostra consapevolezza li obbliga."
(da "Il fuoco dal profondo", C. Castaneda)
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venerdì 26 settembre 2008
Frase del giorno
Sono pigra di natura.. :-)Amo stare a letto a poltrire, in giornate che nascono grigie come quelle di stamattina, magari leggendo un bel libro.
Per fortuna sta uscendo un po' di sole...
La frase che cercherò di tenere oggi a mente è tratta dal mio libro preferito, c'è scritto: 'Dio è con me ovunque vada. Non posso vedere separato da Lui.'
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