Fui molto sorpreso che mi parlasse; ero arrivato alla casa da vari giorni e lui non aveva mai nemmeno risposto ai miei saluti. Mentre Don Juan e io stavamo uscendo di casa, la Gorda ci intercettò e pretese che la portassimo con noi. Sembrava decisa a seguirci.
Con voce molto ferma Don Juan le disse che doveva discutere con me di certe cose in privato.
"Parlerete di me" disse la Gorda; il tono e io gesti tradivano diffidenza e collera.
"Ebbene sì!" rispose seccamente Don Juan. Passò dinanzi a lei senza girarsi a guardarla.
Lo seguii e camminammo in silenzio fino alla piazza del paese.
Quando ci fummo seduti gli chiesi di che diavolo potessimo discutere a proposito della Gorda.
Mi pesava ancora lo sguardo minaccioso che mi aveva rivolto quando eravamo usciti di casa.
"Non abbiamo da discutere nulla sulla Gorda o su nessun'altra persona" rispose "Lo dissi solo per punzecchiare la sua importanza personale. E ha funzionato. Ce l'ha a morte con noi. io la conosco bene, starà parlando tra sè e sè e si sarà detta quanto le basta per darsi fiducia e sentirsi indignata per essere stata rifiutata e trattata da stupida."
"E se non parleremo della Gorda di cosa parleremo?" gli chiesi.
"Continueremo il discorso che cominciammo ad Oxaca" rispose "Capire questa spiegazione richiederà il tuo massimo sforzo. Devi essere disposto a cambiare di continuo livello di consapevolezza, e mentre saperemo presi dalla nostra conversazione, esigerò la tua totale concentrazione e pazienza."
A mo' di lamentela gli dissi che mi aveva fatto sentire molto a disagio rifiutandosi di rivolgermi la parola dopo il mio arrivo a casa sua.
Mi guardò ed inarcò le sopracciglia. Un sorriso apparve e scomparve dalle sue labbra, fugacemente. Mi resi conto che mi stava facendo capire come anch'io fossi confuso quanto la Gorda.
"Stavo punzecchiando la tua importanza personale." disse col volto aggrottato "L'importanza personale è il nostro peggior nemico. Pensaci, quello che ci indebolisce è sentirsi offesi dai fatti e misfatti dei nostri simili. La nostra importanza personale chiede che noi si passi la maggior parte delle nostra vita offesi da qualcuno"
(da Il fuoco dal Profondo, C. Castaneda)
sabato 14 aprile 2012
giovedì 12 aprile 2012
E' possibile per la mente essere totalmente libera dalla memoria del collettivo?
Ciò significa essere libera dall'invidia, dalla competitività, dall'ambizione, dalla dipendenza, dalla continua ricerca di ciò che è permanente come mezzo per trovare sicurezza; perché solo quando c'è questa libertà, solo allora c'è l'individuo.
Allora c'è uno stato della mente e dell'essere completamente diverso. Allora non è più possibile la corruzione, il tempo; e per questa mente, che potete definire individuale o indicarla con qualche altro nome, viene in essere la realtà.
Non potete cercare la realtà; se lo fate significa che è la vostra sicurezza e quindi diventa totalmente falsa, prima di valore, come il vostro inseguire il denaro, le ambizioni e l'appagamento. E' la realtà che deve venire a voi, ma non può farlo finché c'è la corruzione del collettivo. Per questo la mente deve essere completamente sola, non influenzata, incontaminata e quindi libera dal tempo; e solo così ciò che è incommensurabile, eterno, viene in essere.
(J. Krishnamurti, Come siamo)
Allora c'è uno stato della mente e dell'essere completamente diverso. Allora non è più possibile la corruzione, il tempo; e per questa mente, che potete definire individuale o indicarla con qualche altro nome, viene in essere la realtà.
Non potete cercare la realtà; se lo fate significa che è la vostra sicurezza e quindi diventa totalmente falsa, prima di valore, come il vostro inseguire il denaro, le ambizioni e l'appagamento. E' la realtà che deve venire a voi, ma non può farlo finché c'è la corruzione del collettivo. Per questo la mente deve essere completamente sola, non influenzata, incontaminata e quindi libera dal tempo; e solo così ciò che è incommensurabile, eterno, viene in essere.
(J. Krishnamurti, Come siamo)
sabato 7 aprile 2012
L'Eterno è il mio pastore
L'Eterno è il mio pastore,
nulla mi mancherà.
Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba,
Egli mi fa giacere in pascoli di tenera erba,
mi guida lungo acque riposanti.
Egli mi ristora l'anima,
Egli mi ristora l'anima,
mi conduce per sentieri di giustizia, per amore del suo nome.
Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte,
Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte,
non temerei alcun male,
perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano.
Tu apparecchi davanti a me la mensa in presenza dei miei nemici;
Tu apparecchi davanti a me la mensa in presenza dei miei nemici;
tu ungi il mio capo con olio;
la mia coppa trabocca.
Per certo beni e benignità mi accompagneranno tutti i giorni della mia vita;
e io abiterò nella casa dell'Eterno per lunghi giorni.
(23, Salmo di Davide)
(23, Salmo di Davide)
venerdì 6 aprile 2012
Espiazione
L'Espiazione è l'unica difesa che non può essere usata in modo distruttivo perchè non l'hai fatta tu.
Il suo principio è un atto d'Amore.
Può essere rifiutata, ma non può essere usata male.
Il rifiuto non può convertirla in un'arma d'attacco.
Può solo guarire.
Disfa i tuoi errori passati rendendo così non necessario ritornare sui tuoi passi senza avanzare verso il tuo ritorno.
(da un corso in miracoli)
Il suo principio è un atto d'Amore.
Può essere rifiutata, ma non può essere usata male.
Il rifiuto non può convertirla in un'arma d'attacco.
Può solo guarire.
Disfa i tuoi errori passati rendendo così non necessario ritornare sui tuoi passi senza avanzare verso il tuo ritorno.
(da un corso in miracoli)
mercoledì 4 aprile 2012
Io-Sono
Mosè rispose a Dio:
- Ecco quando andrò dagli Israeliti e dirò loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi, essi mi chiederanno "Come si chiama" e io che cosa dovrò rispondere?"
E Dio disse a Mosè. "Io sarò sempre quello che sono!"
Poi aggiunse: "Così dovrai rispondere agli Israeliti: Il Dio che si chiama 'Io-Sono' mi ha mandato da voi."
- Ecco quando andrò dagli Israeliti e dirò loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi, essi mi chiederanno "Come si chiama" e io che cosa dovrò rispondere?"
E Dio disse a Mosè. "Io sarò sempre quello che sono!"
Poi aggiunse: "Così dovrai rispondere agli Israeliti: Il Dio che si chiama 'Io-Sono' mi ha mandato da voi."
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