martedì 19 giugno 2012
Raccogliere energia
“Naturalmente hai bisogno di raccogliere energia,” convenne,“ma in questo momento devi farlo demolendo il tuo indulgere in assurdità. C’è una quantità di energia che puoi imbrigliare semplicemente non facendo le cose che sei abituata a fare, come lamentarti o sentirti dispiaciuta per te stessa o preoccuparti di cose che non possono cambiare. Disinnescare queste preoccupazioni ti darà un’energia positiva, nutriente, che ti aiuterà ad equilibrarti e ti curerà."
lunedì 18 giugno 2012
Noi ricordiamo, ricordiamo, ricordiamo
“Pensate a questo – aggiunse don
Juan – Il mondo non si offre a noi direttamente; di mezzo vi è la
descrizione del mondo. Propriamente quindi noi siamo sempre ad un
passo di distanza e la nostra esperienza del mondo è sempre un
ricordo dell'esperienza. Noi siamo perennemente in atto di ricordare
l'istante appena accaduto, appena trascorso. Noi ricordiamo,
ricordiamo, ricordiamo.”
domenica 17 giugno 2012
L'altro è come l'io stesso?
“Un doppio è lo stregone stesso
sviluppato mediante il suo sognare” spiegò don Juan
(...)
Dopo aver riflettuto a lungo su cosa
dire, chiesi: “L'altro è come l'io stesso?”
“L'altro è l'io stesso!” rispose
don Juan
(L'isola del Tonal)
sabato 16 giugno 2012
8:1
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e
annunziando la buona notizia del regno di Dio.
8:2
Con lui vi erano i dodici e alcune donne che erano state guarite da
spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale
erano usciti sette demòni;
8:3
Giovanna, moglie di Cuza, l'amministratore di Erode; Susanna e molte
altre che assistevano Gesù e i dodici con i loro beni.
(Vangelo di Luca)
venerdì 15 giugno 2012
RESPINGERE LA VERGOGNA
Favore e sfavore fanno paura,
pregiar la propria persona è gran sventura.
Che significa
favore e sfavore fan paura?
Il favore è un abbassarsi:
nell'ottenerlo s'ha paura,
di perderlo s'ha paura.
Questo significa
favore e sfavore fan paura.
Che significa
pregiar la propria persona è gran sventura?
La ragione per cui ho gran sventura
è che tengo alla mia persona,
se non tenessi alla mia persona
quale sventura avrei?
Per questo
a chi di sé fa pregio a pro del mondo
si può affidare il mondo,
a chi di sé ha cura a pro del mondo
si può confidare il mondo.
(TAO TE CHING)
giovedì 14 giugno 2012
L'arte della guerra (XI)
1. Sun Tzu disse:
18. Se mi si domandasse come affrontare un grande esercito nemico disposto in file ordinate e sul punto di muovere all'attacco, risponderei: "Comincia col prendere qualcosa a cui il tuo oppositore tiene molto: così egli sarà assogettabile al tuo volere."
19. La rapidità è l'essenza della guerra: trai vantaggio dall'impreparazione del nemico, fatti strada su percorsi inattesi, e attacca le posizioni sguarnite.
23. Metti i tuoi uomini in una posizione dove non c'è via di scampo, per far sì che preferiscano il combattimento alla fuga. Se avranno la morte negli occhi, non ci sarà impresa che non potranno compiere. Ufficiali e soldati saranno il meglio di sè.
32. Il principio sul quale stabilire un'armata è di stabilire un livello di coraggio al quale tutti devono riferirsi.
35. Spetta al generale essere calmo e perciò assicurare il riserbo; integro e giusto e perciò mantenere l'ordine.
37. Modificando le sue disposizioni e cambiando i suoi piani egli tiene il nemico nell'incertezza. Spostando il campo e prendendo strade alternative, egli impedisce al nemico di fare previsioni sui suoi reali propositi.
42. Quando si invade un territorio nemico, la regola generale è che la penetrazione profonda induce coesione; penetrare solo per poco causa dispersione.
51. E' nella natura del soldato opporre un'ostinata resistenza quando è circondato, combattere duramente quando dispera di salvarsi, e anche obbedire prontamente quando si trova in pericolo.
58. Spingi la tua armata nel pericolo mortale e sopravviverà; gettala in situazioni disperate, e ne verrà fuori salva.
67. Osserva le regole fin qui definite e controlla il comportamento del nemico fino a quando non è possibile scatenare una battaglia decisiva.
68. All'inizio esibisci una ritrosia da cameriera fino a quando il nemico non offrirà un'opportunità: dopo sii rapido come una lepre in corsa. Sarà troppo tardi per lui opporsi.
L'arte della guerra riconosce nove tipi di terreno:
1) terreno dispersivo
2) terreno facile
3) terreno conteso
4) terreno aperto
5) terreno dove si incrociano grandi vie
6) terreno pericoloso
7) terreno difficile
8) terreno chiuso
9) terreno disperato
19. La rapidità è l'essenza della guerra: trai vantaggio dall'impreparazione del nemico, fatti strada su percorsi inattesi, e attacca le posizioni sguarnite.
23. Metti i tuoi uomini in una posizione dove non c'è via di scampo, per far sì che preferiscano il combattimento alla fuga. Se avranno la morte negli occhi, non ci sarà impresa che non potranno compiere. Ufficiali e soldati saranno il meglio di sè.
32. Il principio sul quale stabilire un'armata è di stabilire un livello di coraggio al quale tutti devono riferirsi.
35. Spetta al generale essere calmo e perciò assicurare il riserbo; integro e giusto e perciò mantenere l'ordine.
37. Modificando le sue disposizioni e cambiando i suoi piani egli tiene il nemico nell'incertezza. Spostando il campo e prendendo strade alternative, egli impedisce al nemico di fare previsioni sui suoi reali propositi.
42. Quando si invade un territorio nemico, la regola generale è che la penetrazione profonda induce coesione; penetrare solo per poco causa dispersione.
51. E' nella natura del soldato opporre un'ostinata resistenza quando è circondato, combattere duramente quando dispera di salvarsi, e anche obbedire prontamente quando si trova in pericolo.
58. Spingi la tua armata nel pericolo mortale e sopravviverà; gettala in situazioni disperate, e ne verrà fuori salva.
67. Osserva le regole fin qui definite e controlla il comportamento del nemico fino a quando non è possibile scatenare una battaglia decisiva.
68. All'inizio esibisci una ritrosia da cameriera fino a quando il nemico non offrirà un'opportunità: dopo sii rapido come una lepre in corsa. Sarà troppo tardi per lui opporsi.
mercoledì 13 giugno 2012
L'UMILTÀ CHE ELEVA
Se ti pieghi ti conservi,
se ti curvi ti raddrizzi,
se t'incavi ti riempi,
se ti logori ti rinnovi,
se miri al poco ottieni
se miri al molto resti deluso.
Per questo il santo preserva l'Uno
e diviene modello al mondo.
Non da sé vede perciò è illuminato,
non da se s'approva perciò splende,
non da sé si gloria perciò ha merito,
non da sé s'esalta perciò a lungo dura.
Proprio perché non contende
nessuno al mondo può muovergli contesa.
Quel che dicevano gli antichi:
se ti pieghi ti conservi,
erano forse parole vuote?
In verità, integri tornavano.
(TAO TE CHING)
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