Egli ebbe paura. Per questo si ha paura quando si è soli. Egli considerò: "se non vi è null'altro che me, perchè dovrei avere paura?" Da ciò stesso la sua paura si dileguò; in verità che cosa avrebbe dovuto temere? Invero la paura sorge da un secondo.
(da Primo Adhyaya, Quarto Brahmana)
sabato 25 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
Difese
Non vuoi niente che abbia bisogno di difese perchè ogni difesa ti indebolirà.
Non dimenticare, quando senti sorgere il bisogno di assumere un atteggiamento difensivo riguardo a qualsiasi cosa che, ti sei identificato con un'illusione.
E di conseguenza ti senti debole perchè sei solo.
Questo è il prezzo di ogni illusione.
(da Un corso in Miracoli)
Non dimenticare, quando senti sorgere il bisogno di assumere un atteggiamento difensivo riguardo a qualsiasi cosa che, ti sei identificato con un'illusione.
E di conseguenza ti senti debole perchè sei solo.
Questo è il prezzo di ogni illusione.
(da Un corso in Miracoli)
Etichette:
difese,
illusione,
paura,
un corso in miracoli
sabato 18 febbraio 2012
L'arte della guerra (IV)
1. Sun Tzu disse:
6. Stare sulla difensiva implica che la forza è insufficiente; mentre l'attaccare indica una sovrabbondanza di energia.
15. Lo stratega vittorioso dà battaglia solo dopo che essa sia stata vinta; al contrario colui che è destinato alla sconfitta in primo luogo combatte e poi cerca di vincere.
I buoni combattenti del passato in primo luogo mettevano se stessi nella possibilità di non subire una sconfitta e poi attendevano l'opportunità di vincere il nemico.
6. Stare sulla difensiva implica che la forza è insufficiente; mentre l'attaccare indica una sovrabbondanza di energia.
15. Lo stratega vittorioso dà battaglia solo dopo che essa sia stata vinta; al contrario colui che è destinato alla sconfitta in primo luogo combatte e poi cerca di vincere.
domenica 12 febbraio 2012
Legge fondamentale della percezione.
Vedrai ciò che crederai ci sia, e crederai che ci sia perchè vuoi che ci sia.
L'Amore crea se stesso e nient'altro che se stesso.
L'Amore crea se stesso e nient'altro che se stesso.
venerdì 10 febbraio 2012
Aspetta con pazienza
Non giudicare ciò che è invisibile per te o non lo vedrai mai, ma aspetta con pazienza la sua venuta.
( Un corso in miracoli)
giovedì 9 febbraio 2012
«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio»
Risi, nervoso. Di solito avrei preso la sua dichiarazione come uno scherzo, ma stavolta, con la mente così limpida e i pensieri così acuti, sentii che parlava proprio seriamente.««Dici sul serio?» gli chiesi, con quanta più gentilezza potei.«Come no!» rispose, cominciando a ridere.
Le sue risa mi fecero rilassare un po', ed egli cominciò a spiegarmi il sistema di classificazione.
Le sue risa mi fecero rilassare un po', ed egli cominciò a spiegarmi il sistema di classificazione.
Disse che le persone della prima classe sono perfetti segretari, assistenti, colleghi. Hanno personalità molto fluide, ma la loro fluidità non arricchisce. Tuttavia sono servizievoli, interessati, amanti della casa, pieni di risorse entro certi limiti, spiritosi, beneducati, teneri, delicati. In altre parole, la gente migliore che si possa trovare, ma con un enorme difetto: non riescono a funzionare da soli, hanno sempre bisogno di qualcuno che li diriga. Sotto una direzione, per quanto possa essere dura o antagonistica, rendono benissimo. Da soli non ce la fanno.
Le persone della seconda classe non sono affatto simpatiche. Sono meschine, vendicative, invidiose, gelose, egoiste. Parlano solo di sé e di solito chiedono che gli altri si uniformino al proprio livello. Prendono sempre loro l'iniziativa, anche se non si sentono a proprio agio. Sono perennemente impacciati in ogni situazione e non si rilassano mai. Sono insicuri e sempre insoddisfatti, e più si sentono insicuri, più diventano scortesi. Il loro fatale difetto è che ammazzerebbero chiunque per amor del potere.
Nella terza categoria ci sono quelli che non sono simpatici ma nemmeno odiosi. Non sono servi di nessuno ma neanche si impongono a nessuno, sono piuttosto degli indifferenti. Hanno un'alta idea di se stessi derivata solo da sogni a occhi aperti e da pii desideri. Se si distinguono per qualcosa è perché sono sempre in attesa che qualcosa succeda. Attendono di essere scoperti e conquistati e hanno una grande abilità a creare l'illusione di avere in serbo grandi cose, che promettono sempre di offrire: in realtà ciò non avviene perché non ne hanno la capacità.
Don Juan mi precisò che lui, ovviamente apparteneva alla seconda classe. Mi chiese poi di classificarmi e con una certa riluttanza suggerii che potevo essere una combinazione delle tre.
«Non rifilarmi quell'idiozia della combinazione» mi disse, ancora ridendo. «Noi siamo creature semplici, ognuno di noi appartiene a uno solo dei tre tipi. Secondo me, tu appartieni alla seconda classe. I maestri dell'agguato li chiamano peti.»
Presi a protestare che il suo schema di classificazione era avvilente, ma mi fermai proprio mentre stavo per abbandonarmi a una lunga tirata. Invece gli feci notare che, se davvero c'erano solo tre tipi di caratteri, tutti eravamo bloccati a vita in una delle tre categorie, senza speranza di mutamento o riscatto.
Convenne che era proprio così, ma restava una via di recupero. Gli stregoni avevano appreso molto tempo prima che solo il nostro riflesso di sé personale cadeva in una delle categorie.«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio» disse.
(Carlos Castaneda, IL POTERE DEL SILENZIO)
Le persone della seconda classe non sono affatto simpatiche. Sono meschine, vendicative, invidiose, gelose, egoiste. Parlano solo di sé e di solito chiedono che gli altri si uniformino al proprio livello. Prendono sempre loro l'iniziativa, anche se non si sentono a proprio agio. Sono perennemente impacciati in ogni situazione e non si rilassano mai. Sono insicuri e sempre insoddisfatti, e più si sentono insicuri, più diventano scortesi. Il loro fatale difetto è che ammazzerebbero chiunque per amor del potere.
Nella terza categoria ci sono quelli che non sono simpatici ma nemmeno odiosi. Non sono servi di nessuno ma neanche si impongono a nessuno, sono piuttosto degli indifferenti. Hanno un'alta idea di se stessi derivata solo da sogni a occhi aperti e da pii desideri. Se si distinguono per qualcosa è perché sono sempre in attesa che qualcosa succeda. Attendono di essere scoperti e conquistati e hanno una grande abilità a creare l'illusione di avere in serbo grandi cose, che promettono sempre di offrire: in realtà ciò non avviene perché non ne hanno la capacità.
Don Juan mi precisò che lui, ovviamente apparteneva alla seconda classe. Mi chiese poi di classificarmi e con una certa riluttanza suggerii che potevo essere una combinazione delle tre.
«Non rifilarmi quell'idiozia della combinazione» mi disse, ancora ridendo. «Noi siamo creature semplici, ognuno di noi appartiene a uno solo dei tre tipi. Secondo me, tu appartieni alla seconda classe. I maestri dell'agguato li chiamano peti.»
Presi a protestare che il suo schema di classificazione era avvilente, ma mi fermai proprio mentre stavo per abbandonarmi a una lunga tirata. Invece gli feci notare che, se davvero c'erano solo tre tipi di caratteri, tutti eravamo bloccati a vita in una delle tre categorie, senza speranza di mutamento o riscatto.
Convenne che era proprio così, ma restava una via di recupero. Gli stregoni avevano appreso molto tempo prima che solo il nostro riflesso di sé personale cadeva in una delle categorie.«Il nostro problema è che noi ci prendiamo sul serio» disse.
(Carlos Castaneda, IL POTERE DEL SILENZIO)
mercoledì 8 febbraio 2012
Iscriviti a:
Post (Atom)