Don Juan mi spiegò che l'errore che un comune mortale fa trovandosi di fronte un pinche tirano è non avere una strategia a cui appoggiarsi; il difetto fatale è prendere troppo sul serio i propri sentimenti, così come le azioni dei meschini tiranni.
I guerrieri d'altronde non solo hanno una strategia ben congegnata ma sono liberi dall'importanza personale.
Ciò che distrugge l'importanza personale è l'aver compreso che la realtà è una nostra interpretazione.
(.. ) i meschini tiranni si prendono mortalmente sul serio, mentre i guerrieri no.
(.. ) Ciò che di solito ci abbatte, in una simile situazione, è l'offesa inferta al nostro amor proprio. Chiunque abbia un briciolo di orgoglio si dispera quando lo fanno sentire inutile e stupido.
Affinare lo spirito quando qualcuno ti maltratta si chiama controllo.
(da Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)
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venerdì 20 aprile 2012
giovedì 19 aprile 2012
Tirano, pinches tiranos, pinches tiranitos & c.
In conformità con le loro pratiche umoristiche, i nuovi veggenti reputarono corretto iniziare la classificazione con la fonte iniziale di energia, l'unico e supremo monarca dell'universo e lo chiamarono semplicemente il tiranno.
Naturalmente trovarono che gli altri despoti e dittatori restavano molto al di sotto della categoria del tiranno.
Paragonati alla fonte di tutto, gli uomini più temibili sono dei buffoni; di conseguenza i nuovi veggenti li classificarono come meschini, piccoli, da poco: pinches tiranos, appunto.
La seconda categoria consiste in qualcosa meno del meschino tiranno, qualcosa che loro chiamarono pinches tiranitos, tirannucci meschini, persone che perseguitano e fanno danni, ma senza di fatto provocare la morte di alcuno.
La terza categoria la chiamarono dei repinches tiranitos, tirannucci meschinetti, oppure dei pinches tiranitos chiquititos, i meschini tirannucci da niente, e vi inclusero le persone che sono solo esasperanti e moleste a più non posso.
(...) Aggiunse che la categoria dei meschini tirannucci era stata ulteriormente divisa in quattro parti. Una era composta da quelli che tormentavano con brutalità e violenza. Un'altra da quelli che lo fanno creando un'insopportabile apprensione. Un'altra ancora da quelli che opprimono con la tristezza. L'ultima da quella che tormentano facendo infuriare.
(da Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)
Naturalmente trovarono che gli altri despoti e dittatori restavano molto al di sotto della categoria del tiranno.
Paragonati alla fonte di tutto, gli uomini più temibili sono dei buffoni; di conseguenza i nuovi veggenti li classificarono come meschini, piccoli, da poco: pinches tiranos, appunto.
La seconda categoria consiste in qualcosa meno del meschino tiranno, qualcosa che loro chiamarono pinches tiranitos, tirannucci meschini, persone che perseguitano e fanno danni, ma senza di fatto provocare la morte di alcuno.
La terza categoria la chiamarono dei repinches tiranitos, tirannucci meschinetti, oppure dei pinches tiranitos chiquititos, i meschini tirannucci da niente, e vi inclusero le persone che sono solo esasperanti e moleste a più non posso.
(...) Aggiunse che la categoria dei meschini tirannucci era stata ulteriormente divisa in quattro parti. Una era composta da quelli che tormentavano con brutalità e violenza. Un'altra da quelli che lo fanno creando un'insopportabile apprensione. Un'altra ancora da quelli che opprimono con la tristezza. L'ultima da quella che tormentano facendo infuriare.
(da Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)
mercoledì 18 aprile 2012
La strategia più efficace
Don Juan disse allora che negli inventari strategici dei guerrieri, l'importanza personale figura come l'attività che consuma la maggiore quantità di energia e per questo si sforzavano di vincerla.
"Una delle prime preoccupazioni del guerriero è liberare quell'energia per affrontare con essa l'ignoto" proseguì Don Juan
"L'azione di ricanalizzare quell'energia è l'impeccabilità"
Disse che la strategia più efficace su sviluppata dai veggenti della Conquista, indiscutibili maestri dell'agguato, che consiste di sei elementi che hanno influenza reciproca.
Cinque sono detti attributi del guerriero: controllo, disciplina, equilibro, tempismo e intento.
Questi cinque elementi appartengono al mondo privato del guerriero che lotta per perdere l'importanza personale. Il sesto elemento, forse il più importante di ogni altro, appartiene al mondo esterno e si chiama il pinche tirano, cioè piccolo, meschino, da poco.
(....) "Un pinche tirano è un torturatore" rispose "qualcuno che ha potere di vita e di morte sui guerrieri, o che semplicemente gli rende la vita impossibile"
(....) "Tuttavia non hai ancora messo insieme gli ingredienti della strategia dei nuovi veggenti" disse "Una volta che l'avrai fatto, saprai quanto sia efficace ed ingegnoso lo stratagemma di usare un meschino tiranno che non solo elimina l'importanza personale, ma prepara anche i guerrieri a capire che l'impeccabilità è l'unica cosa che conti sulla via della conoscenza."
(da Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)
"Una delle prime preoccupazioni del guerriero è liberare quell'energia per affrontare con essa l'ignoto" proseguì Don Juan
"L'azione di ricanalizzare quell'energia è l'impeccabilità"
Disse che la strategia più efficace su sviluppata dai veggenti della Conquista, indiscutibili maestri dell'agguato, che consiste di sei elementi che hanno influenza reciproca.
Cinque sono detti attributi del guerriero: controllo, disciplina, equilibro, tempismo e intento.
Questi cinque elementi appartengono al mondo privato del guerriero che lotta per perdere l'importanza personale. Il sesto elemento, forse il più importante di ogni altro, appartiene al mondo esterno e si chiama il pinche tirano, cioè piccolo, meschino, da poco.
(....) "Un pinche tirano è un torturatore" rispose "qualcuno che ha potere di vita e di morte sui guerrieri, o che semplicemente gli rende la vita impossibile"
(....) "Tuttavia non hai ancora messo insieme gli ingredienti della strategia dei nuovi veggenti" disse "Una volta che l'avrai fatto, saprai quanto sia efficace ed ingegnoso lo stratagemma di usare un meschino tiranno che non solo elimina l'importanza personale, ma prepara anche i guerrieri a capire che l'impeccabilità è l'unica cosa che conti sulla via della conoscenza."
(da Il fuoco dal profondo, C. Castaneda)
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