Bisogna essere consapevoli di questo processo totale, di come nascono le idee, di come l'azione scaturisce da esse, e di come le idee controllano l'azione e perciò la limitano, dipendendo dalla sensazione. Non importa quali siano le idee, se siano di sinistra o di estrema destra. Fin tanto che ci aggrappiamo alle idee, siamo in uno stato in cui non può esserci esperienza alcuna; ci limitiamo a vivere nel regno del tempo - nel passato, che continua a produrre sensazioni, o nel futuro, che è in sé una diversa forma di sensazione. Soltanto quando la mente è libera dalle idee, è possibile esperire.
Le idee non sono la verità; la verità è qualcosa che deve essere sperimentata direttamente, di momento in momento. Non è un'esperienza che si desidera - poiché in tal caso è semplicemente sensazione. Solo quando si riesce ad andare oltre il groviglio delle idee - che costituisce l'"io", la mente, che è dotato di parziale o totale continuità - , solo quando si riesce a superarlo, allorché il pensiero è completamente muto, solo allora si realizza uno stato dell'esperire. E si saprà allora che cos'è la verità.
(Jiddu Krishnamurti)
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giovedì 24 gennaio 2013
mercoledì 23 gennaio 2013
Quando c'è amore
Quando c'è amore, c'è azione, non è così? E quell'azione, non è forse liberatoria? Essa non è il risultato di un processo mentale, e non c'è divario fra amore e azione come c'è invece fra idea e azione. L'idea è sempre vecchia, la sua ombra si proietta sul presente costringendoci perennemente a cercare di colmare il divario fra azione e idea. Quando c'è amore - che non è un processo mentale, non è ideazione, non è ricordo, non è il risultato di un'esperienza o di una disciplina praticata - ebbene, quell'amore stesso è azione. E' questa l'unica cosa che porta alla liberazione. Fin quando esistono processi mentali, fin quando l'azione è forgiata da un'idea che è esperienza, non può esserci liberazione; e fin quando quel processo continua, ogni azione è inevitabilmente limitata.
Quando percepiamo la verità di tutto ciò, allora si realizza la qualità dell'amore, che non è un processo mentale e non può essere pensato.
(Jiddu Krishnamurti)
Quando percepiamo la verità di tutto ciò, allora si realizza la qualità dell'amore, che non è un processo mentale e non può essere pensato.
(Jiddu Krishnamurti)
martedì 22 gennaio 2013
Ma esiste azione in assenza di ideazione?
E che cos'è l'azione quando non c'è processo di pensiero? Può esserci azione in assenza di un processo di pensiero? Poniamo che io voglia costruire un ponte o una casa; conosco la tecnica, che mi insegna come costruirli. E' questo che chiamiamo azione. Sono azioni lo scrivere una poesia, il dipingere, l'avere responsabilità di governo, il reagire a fattori sociali e ambientali. Tutte si fondano su un'idea o su una precedente esperienza, che forgiano l'azione.
Ma esiste azione in assenza di ideazione?
Certamente una tale azione è possibile quando cessa l'idea; e l'idea cessa soltanto quando c'è amore. L'amore non è ricordo, non è esperienza, l'amore non è pensare alla persona che si ama perché in tal caso è semplicemente un pensiero. Non si può pensare all'ardore. Si può pensare alla persona che si ama o a cui si è devoti - al proprio guru, alla propria immagine, alla propria moglie o al proprio marito - , ma il pensiero, il simbolo, non è quella realtà che è l'amore. Perciò l'amore non è un'esperienza.
(Jiddu Krishnamurti)
Ma esiste azione in assenza di ideazione?
Certamente una tale azione è possibile quando cessa l'idea; e l'idea cessa soltanto quando c'è amore. L'amore non è ricordo, non è esperienza, l'amore non è pensare alla persona che si ama perché in tal caso è semplicemente un pensiero. Non si può pensare all'ardore. Si può pensare alla persona che si ama o a cui si è devoti - al proprio guru, alla propria immagine, alla propria moglie o al proprio marito - , ma il pensiero, il simbolo, non è quella realtà che è l'amore. Perciò l'amore non è un'esperienza.
(Jiddu Krishnamurti)
lunedì 21 gennaio 2013
Perciò, bisogna ricorrere a un approccio alquanto differente.
Bisogna scoprire autonomamente, dentro di sé, se si agisce in base a un'idea e se può esserci azione senza ideazione. Cerchiamo di capire che cosa si intende per azione che non sia basata su un'idea.
Quand'è che si agisce in assenza di ideazione? Quando si ha un'azione che non è frutto dell'esperienza?
Un'azione basata sull'esperienza è, limitante e perciò costituisce un ostacolo.
Un'azione che non sia frutto di un'idea può dirsi spontanea quando non è soggetta al controllo del processo di pensiero, che si fonda sull'esperienza; ciò significa che l'azione indipendente dall'esperienza è possibile quando la mente non controlla l'azione stessa.
E' quello l'unico stato in cui c'è comprensione: quando la mente, che si fonda sull'esperienza, non guida l'azione; quando il pensiero, che si fonda sull'esperienza, non forgia l'azione.
(Jiddu Krishnamurti)
Quand'è che si agisce in assenza di ideazione? Quando si ha un'azione che non è frutto dell'esperienza?
Un'azione basata sull'esperienza è, limitante e perciò costituisce un ostacolo.
Un'azione che non sia frutto di un'idea può dirsi spontanea quando non è soggetta al controllo del processo di pensiero, che si fonda sull'esperienza; ciò significa che l'azione indipendente dall'esperienza è possibile quando la mente non controlla l'azione stessa.
E' quello l'unico stato in cui c'è comprensione: quando la mente, che si fonda sull'esperienza, non guida l'azione; quando il pensiero, che si fonda sull'esperienza, non forgia l'azione.
(Jiddu Krishnamurti)
domenica 20 gennaio 2013
il processo del pensiero
Osservate il processo del pensiero che opera in voi e potrete verificare direttamente la verità di questa descrizione. Siete stati insultati da qualcuno e l'episodio resta nella vostra memoria, forma parte del vostro retroterra. Quando incontrate quella persona, che rappresenta la sfida, la risposta è il ricordo dell'insulto subito. Così la risposta della memoria, che costituisce il processo di pensiero, dà origine a un'idea; dunque l'idea è sempre condizionata - ed è importante comprenderlo. In altri termini, l'idea è il risultato del processo di pensiero, il processo di pensiero è la risposta della memoria, e la memoria è sempre condizionata. La memoria è sempre ferma al passato, ma viene riportata in vita nel presente da una sfida. La memoria non ha vita propria; rinasce quando ci si trova dinanzi a una sfida. E, che sia addormentata o sveglia, la memoria è sempre condizionata, non è così?
(Jiddu Krishnamurti)
(Jiddu Krishnamurti)
sabato 19 gennaio 2013
La risposta della memoria a una certa esperienza
Cosa si intende per pensiero? Quando si pensa? E' ovvio che il pensiero è il risultato di una reazione, neurologica o psicologica: è la risposta immediata dei sensi a una sensazione, oppure è di natura psicologica, è la risposta della memoria immagazzinata. C'è dunque la reazione immediata dei nervi a una sensazione, e c'è la risposta psicologica della memoria immagazzinata, l'influenza della razza, del gruppo, del guru, della famiglia, della tradizione e così via - tutto ciò viene chiamato pensiero. Quindi, il processo del pensiero è la risposta della memoria. Non avremmo pensieri se non avessimo memoria; e la risposta della memoria a una certa esperienza attiva il processo del pensiero.
(Jiddu Krishnamurti)
(Jiddu Krishnamurti)
venerdì 18 gennaio 2013
Pensiero
Dunque, è davvero molto importante scoprire come nascono le idee; e dopo aver scoperto la verità su questo punto, possiamo discutere la questione dell'azione. Senza discutere le idee, non ha senso cercare semplicemente di scoprire come agire.
Allora, in che modo vi vengono le idee - anche idee molto semplici, non necessariamente idee filosofiche, religiose o economiche? Naturalmente si tratta di un processo di pensiero, non è così? Senza un processo di pensiero, non può esserci alcuna idea. Così, devo comprendere il processo di pensiero prima di poterne comprendere il prodotto, l'idea.
(Jiddu Krishnamurti)
Allora, in che modo vi vengono le idee - anche idee molto semplici, non necessariamente idee filosofiche, religiose o economiche? Naturalmente si tratta di un processo di pensiero, non è così? Senza un processo di pensiero, non può esserci alcuna idea. Così, devo comprendere il processo di pensiero prima di poterne comprendere il prodotto, l'idea.
(Jiddu Krishnamurti)
giovedì 17 gennaio 2013
E' possibile conciliare idea e azione?
Coloro che hanno seriamente intenzione di scoprire la soluzione umana ai numerosi problemi che ci affliggono innanzitutto comprendere il processo di ideazione.
Cosa si intende per idea? Come nasce un'idea? E' possibile conciliare idea e azione?
(Jiddu Krishnamurti)
mercoledì 16 gennaio 2013
Se un'idea forgia l'azione
Le idee alimentano altre idee, e quando ci si limita a coltivare idee, sorge antagonismo; a causa del processo intellettuale d'ideazione, la società diventa macrocefala. La nostra struttura sociale è fortemente intellettuale; coltiviamo l'intelletto a spese di ogni altro aspetto del nostro essere e, di conseguenza, siamo soffocati dalle idee.
Ma possono le idee produrre azione oppure plasmano semplicemente il pensiero, limitando così l'azione? Quando l'azione è costretta da un'idea, non potrà mai liberare l'uomo. E' estremamente importante per noi comprendere questo punto. Se un'idea forgia l'azione, quest'ultima non potrà mai offrire una soluzione alle nostre miserie.
(Jiddu Krishnamurti)
Ma possono le idee produrre azione oppure plasmano semplicemente il pensiero, limitando così l'azione? Quando l'azione è costretta da un'idea, non potrà mai liberare l'uomo. E' estremamente importante per noi comprendere questo punto. Se un'idea forgia l'azione, quest'ultima non potrà mai offrire una soluzione alle nostre miserie.
(Jiddu Krishnamurti)
martedì 15 gennaio 2013
Si ha prima un'idea e poi si agisce?
L'azione scaturisce forse da un'idea? Si ha prima un'idea e poi si agisce? Oppure viene prima l'azione e poi, dal momento che l'azione crea conflitto, intorno ad essa si costruisce un'idea? E l'azione che crea l'attore? Oppure l'attore viene prima dell'azione?
E' molto importante scoprire cosa viene prima. Se viene prima l'idea, allora l'azione si conforma semplicemente a un'idea e, dunque, non è più azione ma imitazione, coazione in risposta a un'idea. E' molto importante rendersi conto di ciò perché, essendo la nostra società strutturata principalmente sul piano intellettuale o verbale, per tutti noi viene prima l'idea, seguita dall'azione. L'azione è dunque al servizio di un'idea, e già il semplice concepimento di idee va ovviamente a scapito dell'azione.
(Jiddu Krishnamurti)
E' molto importante scoprire cosa viene prima. Se viene prima l'idea, allora l'azione si conforma semplicemente a un'idea e, dunque, non è più azione ma imitazione, coazione in risposta a un'idea. E' molto importante rendersi conto di ciò perché, essendo la nostra società strutturata principalmente sul piano intellettuale o verbale, per tutti noi viene prima l'idea, seguita dall'azione. L'azione è dunque al servizio di un'idea, e già il semplice concepimento di idee va ovviamente a scapito dell'azione.
(Jiddu Krishnamurti)
lunedì 14 gennaio 2013
Esperienza
Si prenda un esempio assai familiare: la rabbia. Nel momento in cui si è arrabbiati, non esistono né colui che esperisce, né l'esperienza, ma soltanto l'esperire. Non appena ne siamo fuori un secondo dopo la sensazione di rabbia, ecco manifestarsi il soggetto che esperisce e l'esperienza, l'attore e l'azione con un fine in vista, quello di liberarsi dell'ira o di soffocarla. Siamo ripetutamente in questo stato dell'esperire, ma ne veniamo sempre fuori, gli attribuiamo un nome e lo registriamo, dando in tal modo continuità al divenire.
Se riusciamo a comprendere l'azione nel senso fondamentale del termine, allora quella comprensione fondamentale influenzerà anche le nostre attività superficiali; ma prima è necessario comprendere la natura fondamentale dell'azione.
(Jiddu Krishnamurti)
domenica 13 gennaio 2013
Può esserci azione senza divenire?
Dunque il problema è: può esserci azione senza divenire? Può esserci azione senza sofferenza, senza questa costante battaglia? Se non c'è un fine, non c'è alcun attore, perché è l'azione con un fine in vista che crea l'attore.
Ma può esserci azione senza un fine in vista, e quindi senza un attore - ossia, senza il desiderio di un risultato? Un'azione siffatta non è un divenire e quindi non è una lotta. C'è uno stato dell'azione, uno stato dell'esperire, in cui sono assenti sia colui che esperisce, sia l'esperienza.
(Jiddu Krishnamurti)
Ma può esserci azione senza un fine in vista, e quindi senza un attore - ossia, senza il desiderio di un risultato? Un'azione siffatta non è un divenire e quindi non è una lotta. C'è uno stato dell'azione, uno stato dell'esperire, in cui sono assenti sia colui che esperisce, sia l'esperienza.
(Jiddu Krishnamurti)
sabato 12 gennaio 2013
E' una lotta costante
Orbene, questi tre stati che costituiscono l'esperienza - l'attore, l'azione e il fine - rappresentano indubbiamente un processo di divenire.
Altrimenti non c'è divenire, non è così?
Se non c'è alcun attore, e non c'è azione rivolta a un fine, non c'è divenire; e la vita così come la conosciamo, la nostra vita quotidiana, è un processo di divenire.
Sono povero e agisco con un fine in vista, quello di diventare ricco. Sono brutto e voglio diventare bello.
Dunque la mia vita è un processo per diventare qualcosa. La volontà di essere è la volontà di divenire, a diversi livelli di coscienza, in diverse condizioni, in cui c'è sfida, risposta, attribuzione di un nome e registrazione.
Ma questo divenire è sforzo, è sofferenza, non è così? E' una lotta costante: sono questo e voglio diventare quello.
(Jiddu Krishnamurti)
venerdì 11 gennaio 2013
Il desiderio di raggiungere un fine
L'azione volta a un risultato è volontà; altrimenti non c'è volontà, no? Il desiderio di raggiungere un fine dà origine alla volontà, che è l'attore - io voglio raggiungere un risultato, voglio scrivere dei libri, voglio essere ricco, voglio dipingere un quadro.
Questi tre stati ci sono ben noti: l'attore, l'azione e il fine. Di questo è fatta la nostra vita quotidiana. Sto semplicemente vedendo ciò che è; ma cominceremo a comprendere come trasformare ciò che è solo quando lo esamineremo con lucidità, evitando ogni illusione, pregiudizio o parzialità.
(Jiddu Krishnamurti)
Questi tre stati ci sono ben noti: l'attore, l'azione e il fine. Di questo è fatta la nostra vita quotidiana. Sto semplicemente vedendo ciò che è; ma cominceremo a comprendere come trasformare ciò che è solo quando lo esamineremo con lucidità, evitando ogni illusione, pregiudizio o parzialità.
(Jiddu Krishnamurti)
giovedì 10 gennaio 2013
L'azione che ha un fine
E' l'azione che crea l'attore. Ossia, l'attore acquisisce esistenza quando l'azione ha un risultato, un fine in vista. Se nell'azione non c'è la prospettiva di un risultato, non c'è neanche l'attore; ma se c'è un fine o risultato in vista, allora l'azione dà origine all'attore. Di conseguenza, attore, azione e fine o risultato, costituiscono un processo unitario, un unico processo che si realizza quando l'azione ha un fine in vista.
(Jiddu Krishnamurti)
mercoledì 9 gennaio 2013
Memoria
La nostra vita consiste in una serie di azioni o, in altri termini, è un processo d'azione a diversi livelli di coscienza. La coscienza consiste a sua volta nell'avere esperienza delle cose, nel dare loro un nome e nel registrarle. La coscienza è quindi innanzitutto sfida e risposta, ossia esperienza, attribuzione di un nome, e infine registrazione, cioè memoria.
Ma questo processo non è forse azione? La coscienza è azione; e senza sfida e risposta, senza esperienza, senza attribuzione di un nome, di un termine, senza registrazione, cioè memoria, non c'è azione.
(Jiddu Krishnamurti)
Ma questo processo non è forse azione? La coscienza è azione; e senza sfida e risposta, senza esperienza, senza attribuzione di un nome, di un termine, senza registrazione, cioè memoria, non c'è azione.
(Jiddu Krishnamurti)
martedì 8 gennaio 2013
Che cos'è azione?
La vita della maggior parte di noi consiste in una serie di azioni, apparentemente sconnesse, le une indipendenti dalle altre, che portano disgregazione e frustrazione. E' un problema che riguarda ciascuno di noi, perché viviamo attraverso l'azione e senza azione non c'è vita, né esperienza, né pensiero. Il pensiero è azione; e se ci si limita a perseguire l'azione a un particolare livello di coscienza, quello esteriore, facendosi coinvolgere nell'azione esterna senza comprendere l'intero processo dell'azione in sé, si va inevitabilmente incontro a frustrazione e infelicità.
(Jiddu Krishnamurti)
(Jiddu Krishnamurti)
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